FIFA World Trump

World Coffee Cup - FIFA 2026 è il Mondiale di Trump, forse nel vero senso della parola, visto che solleverà la coppa insieme ai vincitori.

Dite la verità, a quanti e quante di voi vengono in mente Canada e Messico quando pensano al Mondiale FIFA 2026? Probabilmente a pochi o poche. Perché questo Mondiale è il mondiale degli USA di Trump, che piaccia o meno.

Settantotto partite si giocheranno negli Stati Uniti, compresa la finale, coinvolgendo 11 città. Il Presidente ha giocato a calcio, ma non è il suo sport preferito. Si sa che ama il golf da praticare e il Football Americano da guardare. Basti pensare al tempo che passa sul "green" e quanto abbia provato a influenzare le dinamiche della NFL già dal suo primo mandato (i battibecchi social sui giocatori afroamericani che si inginocchiavano, ricordate?). La vittoria nel 2024 lo ha però rimesso al centro della scena. La FIFA si è attrezzata, con Infantino che ha aumentato l'intensità del corteggiamento (con Biden gli era andata meno bene). Con Trump poi funziona il manuale usato con i dittatori, fatto di regali e blandizie. Quando non ha vinto il Nobel a cui puntava, nelle stanze della direzione internazionale del calcio, al Presidente o a qualche collaboratore, è venuta l'idea geniale: premiamolo noi! Ed è nato il FIFA Peace Prize, assegnato in pompa magna ovviamente a lui, il Presidente che ha fermato otto guerre.

Sono stati modificati i protocolli per la finale per dare a Trump un ruolo più attivo, mai visto per i Capi di Stato dei Paesi ospitanti nelle edizioni precedenti. Sarà lui a consegnare la coppa nelle mani del capitano della squadra vincitrice e gli sarà permesso di rimanere sul podio per tutta la durata dei festeggiamenti. Ovviamente solleverà la coppa insieme ai giocatori. Chissà se gliela ridarà. Sarebbe bello, poi, vedere il caso in cui vinca una nazionale che non gli piaccia.

C'è chi dice che la FIFA abbia perso la sua tradizionale (o millantata) neutralità politica e che si stia "trumpizzando" (progetti di hotel e criptovalute ne abbiamo? Sì), ma sarebbe stato impossibile scindere il Mondiale dall'inquilino della Casa Bianca, e forse c'è da spezzare una lancia in favore di Infantino e dei suoi, che quantomeno hanno cercato di limitare possibili danni. L'opinione pubblica ha visto l'arbitro somalo respinto, o i numerosi visti non concessi al personale di Paesi affetti da "travel ban", o il fatto che due delle nazionali in gara siano in guerra tra loro. Si potrebbe anche vedere che il Governo federale ha impedito all'ICE di effettuare raid anti-immigrazione nei pressi degli stadi. A voi il giudizio. 
In ogni caso, dove passa Trump, le cose non rimangono le stesse di prima. Sarà così anche per la Coppa del Mondo. 

Emiliano Battisti - Il Caffè Geopolitico
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