Venti anni dal Mondiale dell'Italia: cosa è cambiato nel calcio e nel mondo?
World Coffee Cup - Berlino 2006 fu l'ultimo trionfo dell'Italia al Mondiale. Sotto molti
aspetti, fu anche l’ultima edizione che rispecchiava un ordine internazionale ancora
relativamente stabile. Da allora sono cambiati gli equilibri della geopolitica e quelli del
calcio globale.
aspetti, fu anche l’ultima edizione che rispecchiava un ordine internazionale ancora
relativamente stabile. Da allora sono cambiati gli equilibri della geopolitica e quelli del
calcio globale.
Francia ai rigori nello stadio Olimpico di Berlino, dopo aver sconfitto la Germania in
una semifinale entrata nella storia. A vent'anni di distanza, quella vittoria continua a
rappresentare molto più dell'ultimo successo della Nazionale. È il simbolo di una
stagione storica conclusa, tanto per il calcio italiano (eccezion fatta per la vittoria a
Euro 2021) quanto per il contesto internazionale in cui maturò.
magistratura sportiva ridefiniva gli equilibri del campionato, la Nazionale guidata da
Marcello Lippi riuscì a isolarsi dal clima di sfiducia che attraversava il Paese. Il
trionfo di Berlino offrì all'Italia un raro momento di coesione nazionale, confermando
la capacità del calcio di produrre capitale simbolico anche nei momenti di maggiore
fragilità istituzionale.
L'Unione Europea aveva appena completato il grande allargamento ai Paesi
dell'Europa centro-orientale, la globalizzazione sembrava destinata a proseguire
senza ostacoli e la competizione tra grandi potenze appariva relegata ai libri di storia.
Tuttavia, cominciavano a scorgersi le prime crepe di questo ordine unipolare in
cui sembrava che le democrazie liberali avessero preso definitivamente il
sopravvento. Infatti, Le guerre in Iraq e Afghanistan avevano già incrinato la
leadership statunitense e avevano fatto emergere i rischi di uno scontro di civiltà con
l’emergere del fondamentalismo di matrice islamica. Anche a livello economico, da
lì a due anni la crisi finanziaria globale scoppiò negli Stati Uniti in maniera
dirompente, contagiando il resto del mondo e condannando molti Paesi europei (tra
cui la stessa Italia) a un periodo prolungato di stagnazione.
Dopo decenni di prudenza nell'esibizione della propria identità nazionale, Berlino
mostrò al mondo un Paese aperto, multiculturale e pienamente riconciliato con il
proprio passato. Fu la cosiddetta Sommermärchen, la "favola d'estate", destinata a
rafforzare l'immagine internazionale della Repubblica Federale ben oltre il terreno di
gioco.
il torneo, mentre le altre confederazioni occupavano ancora una posizione marginale.
Oggi lo scenario è profondamente mutato. L'espansione del Mondiale a 48
squadre, il crescente peso elettorale delle federazioni africane e asiatiche nella FIFA e
l'ascesa dei Paesi del Golfo come protagonisti degli investimenti sportivi (dopo Qatar
2022, nel 2034 i Mondiali si terranno in Arabia Saudita) raccontano un sistema
sempre meno eurocentrico. Come accade nella politica internazionale, anche la
governance del calcio si è progressivamente spostata verso un assetto più
multipolare.
trionfo di Berlino sono seguite due eliminazioni al primo turno e tre clamorose
assenze dalla fase finale del Mondiale, mentre la Serie A ha progressivamente perso
attrattività economica rispetto alla Premier League e ai nuovi poli finanziari del calcio
globale. Una parabola che richiama, almeno in parte, la difficoltà del Paese nel
trasformare il proprio prestigio culturale in una rinnovata centralità politica ed
economica (anche se va detto che i nostri atleti stanno eccellendo in molti altri sport
alternativi al calcio).
risultato sportivo. Fu l'ultima vittoria dell'Italia, ma anche uno degli ultimi grandi
eventi di un'epoca in cui il calcio e la geopolitica sembravano muoversi entro
coordinate relativamente prevedibili. Vent'anni dopo, entrambi raccontano un mondo
molto diverso: più competitivo, più frammentato e attraversato da nuovi equilibri di
potere. Il ricordo di quelle “notti magiche” resta intatto, ma il contesto attorno
ad esse è cambiato radicalmente.
Davide Tentori - Il Caffè Geopolitico
World Coffee Cup è lo speciale de Il Caffè Geopolitico dedicato al Mondiale FIFA 2026.
La nostra rubrica gratuita vi accompagnerà con approfondimenti per capire il Mondiale nordamericano e perché non sia solo un gioco.
Pubblica una risposta