Tre tracce per un'estate senza tregua
Newsletter Il Filo Rosso | Edizione estiva | 2 Agosto 2026
Care lettrici, cari lettori,
nell'ultimo mese ci siamo dedicati a World Coffee Cup, la newsletter con cui abbiamo raccontato i Mondiali 2026: non i risultati delle partite (per quelli ci sono già abbastanza newsletter), ma tutto quello che il calcio rivela: diplomazia dei visti, proteste, identità nazionale giocata novanta minuti alla volta. Il pallone, in fondo, è sempre stato un'ottima scusa per parlare di politica. Se ve la siete persa, la trovate qui → World Coffee Cup!
Nel frattempo, il mondo non si è certo fermato: abbiamo scelto di raccontarvi tre trend che abbiamo osservato nell'ultimo mese: tre fili rossi che ci sembrano avere un inizio, uno sviluppo e (per ora) nessuna fine.
1. Il Golfo ridisegna il Medio Oriente
La tregua forzata tra Stati Uniti e Iran non ha stabilizzato la regione, ne ha spostato il terreno di scontro, per poi fallire. Arabia Saudita e Qatar si propongono come attori ambiziosi, Israele resta sulla linea più dura di sempre e il Libano continua a pagare il conto di equilibri decisi altrove.
- Hormuz brucia: Trump rompe la tregua e l'Iran risponde nel Golfo — Di Chiara Salvò
- Il Libano dopo il Memorandum tra Iran e USA — Di Chiara Salvò
- La nuova strategia siriana in Libano: dall'interventismo al rapporto tra pari — Di Michele Maresca
- Insediamenti israeliani: dinamica di dominio territoriale e recente escalation — Di Candelaria Rettaroli
- L'Arabia Saudita e la promozione della pace per la guerra in Iran — Di Beatrice Macchi
- Israele-Arabia Saudita: Netanyahu rifiutò la proposta saudita per la normalizzazione — Di Michele Maresca
- La Palestina si prepara al ritorno delle elezioni? — Di Michele Maresca
2. Mosca sotto pressione, ma non arretra
Tre indicatori diversi (le perdite umane, la crisi del carburante, il nuovo fronte di Crimea) raccontano la stessa cosa: la Russia regge sul campo, ma la sua narrativa interna scricchiola, mentre Pechino diventa sempre più l'ancora energetica di riserva.
- Il tappo che vola. La Russia nel 2026: caduti, carburante e narrativa in crisi — Di Simone Pelizza, Lorenzo Nannetti, Emiliano Battisti, Beniamino Franceschini e Pietro Costanzo
- La battaglia per la Crimea: il nuovo fronte strategico della guerra — Di Lorenzo Asquini
- Miraggio estivo: perché la guerra non si fermerà in Ucraina (ancora) — Di Riccardo Di Leo
- Una Mosca dentro il gasdotto cinese: il futuro della cooperazione energetica tra Russia e Cina — Di Maria Grazia Russo
3. America Latina, la crisi dello Stato
Da Cuba al Brasile, lo Stato in America Latina fatica a imporre il monopolio della forza. Le risposte - centralizzazione della sicurezza, svolta a destra, opacità di regime - sono sintomi diversi dello stesso deficit di fondo.
- GAESA: lo Stato nello Stato che controlla l'economia di Cuba — Di Martina Marradi
- Bolivia: perché il Paese è sull'orlo del collasso — Di Ludovica Diquattro
- Colombia, svolta a destra: la vittoria di De La Espriella e il nuovo equilibrio regionale — Di Martina Masu
- Haiti, lo Stato assente e il potere delle gang — Di Michele Prudente
- Il Brasile si prepara a combattere il crimine organizzato — Di Juan Pablo Bautista Morales
Il filo rosso - A cura di Pietro Costanzo
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