La settimana in cui l'Iran ha smesso di essere una crisi

Il Filo Rosso | Newsletter settimanale de Il Caffè Geopolitico | 16 – 22 marzo 2026
Care lettrici, cari lettori,
da oggi sperimentiamo un nuovo formato di newsletter domenicale: una lettura breve e strutturata, costruita attorno a un filo narrativo che collega i nostri articoli di questa settimana e aiuta il lettore a capire perché ciò che è successo conta e che cosa osservare per farsi una propria idea. Buona lettura!

Il segnale della settimana

L'Iran ha una nuova Guida Suprema: Mojtaba Khamenei, figlio dell'ayatollah Ali. È la prima volta che una transizione al vertice avviene mentre il paese è in guerra. E questo cambia tutto. Finora l'Iran era, per certi versi, "la crisi da gestire". Da questa settimana è qualcosa di più: un paese che sta cambiando forma mentre combatte, e che costringerà tutti gli altri attori regionali — e non solo — a ridisegnare le proprie strategie. Le domande ora sono semplici, ma non banali: che Iran sarà? Più chiuso o disposto a trattare? E chi si posiziona meglio mentre la risposta non c'è ancora?
Mojtaba Khamenei, chi è la nuova Guida Suprema dell'Iran — di Giuditta Fassina Un ritratto del successore che aiuta a capire non solo chi è, ma in quale direzione potrebbe portare il paese — e perché la risposta a questa domanda conta per tutti, non solo per Teheran.

Radar: cosa abbiamo studiato in questi giorni

📌 Perché è importante La Russia non sta combattendo in Medio Oriente, ma sta guardando con grande attenzione. Mosca ha rapporti storici con l'Iran, conosce bene la regione e — soprattutto — ha tutto l'interesse a che gli USA e i loro alleati restino impegnati su questo fronte. Una crisi che si prolunga senza risolversi è, per la Russia, un vantaggio strategico: distrae, consuma risorse, e apre spazi di influenza. Fare poco, nel suo caso, è già fare qualcosa.
🔭 Da tenere d'occhio Se e quando Mosca deciderà di farsi avanti come mediatore — e a quale prezzo.
📌 Perché è importante Hezbollah esiste da decenni grazie ai soldi, alle armi e alla protezione politica dell'Iran. Se l'Iran cambia — o si indebolisce — Hezbollah perde il suo principale punto d'appoggio. Il governo libanese si trova ora di fronte a una scelta che prima non era praticabile: prendere le distanze dal gruppo armato, e magari aprire a relazioni con Israele. Non è detto che succeda. Ma per la prima volta la finestra è aperta.
🔭 Da tenere d'occhio Quanto durerà questa finestra — e se Beirut avrà la capacità politica di attraversarla.
📌 Perché è importante L'Iran non è solo Medio Oriente. Negli ultimi decenni Teheran ha costruito rapporti, finanziamenti e reti di influenza in diversi paesi africani. Quando un conflitto colpisce un paese così connesso, le conseguenze viaggiano lontano: prezzi dell'energia, flussi commerciali, stabilità interna di paesi già fragili. L'Africa subsahariana è uno di quei posti dove la crisi arriva in modo silenzioso ma concreto.
🔭 Da tenere d'occhio Chi riempirà gli spazi lasciati dall'Iran in Africa — e con quali obiettivi. I paesi del Golfo sono i candidati più probabili.

Non solo Iran...

📌 Perché è importante Mentre tutti guardano al Medio Oriente, da Washington arriva un'altra notizia scomoda per l'Europa. La Corte Suprema americana ha emesso una sentenza con ricadute dirette sui rapporti commerciali con l'UE. Non è una questione tecnica: è l'ennesimo segnale che le regole del commercio tra le due sponde dell'Atlantico le sta riscrivendo una parte sola. L'Europa si trova, ancora una volta, nella posizione di chi risponde invece di chi decide.
🔭 Da tenere d'occhio Se Bruxelles risponderà con strumenti propri oppure si limiterà, come spesso accade, a negoziare sconti su decisioni già prese altrove.
📌 Perché è importante Il Sahel — la fascia di paesi a sud del Sahara, dal Mali al Sudan — è diventato una delle aree più instabili del mondo. Le missioni europee se ne sono andate, i gruppi armati avanzano, e la Russia (tramite il gruppo Wagner e i suoi successori) è sempre più presente. Per l'Italia, che in quella regione ha investito anni di cooperazione militare e sviluppo, è una situazione difficile da ignorare. Questo articolo è il primo di una serie: un buon punto di partenza per capire cosa sta succedendo davvero.
🔭 Da tenere d'occhio Se il Piano Mattei — la strategia italiana per l'Africa — si tradurrà in presenza concreta, o resterà una cornice diplomatica senza strumenti operativi.

La domanda della settimana
Quando un ordine regionale cambia nel mezzo di un conflitto, chi scrive le nuove regole — chi vince, chi media, o chi arriva per primo a occupare gli spazi lasciati vuoti?
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