Il vuoto non rimane vuoto: Iran, Sahel e l'ordine che cambia forma
Il Filo Rosso | Newsletter settimanale de Il Caffè Geopolitico | 23 – 29 marzo 2026
Care lettrici, cari lettori,
la nostra newsletter domenicale vi propone una lettura breve e strutturata, costruita attorno a un filo narrativo che collega i nostri articoli di questa settimana e aiuta il lettore a capire perché ciò che è successo conta e che cosa osservare per farsi una propria idea. Buona lettura!
Il segnale della settimana
Questa settimana in redazione ci siamo soffermati a ragionare su cosa viene dopo. Non un "dopo" immediato, ma uno più "strategico". Il conflitto in corso in Medio Oriente ha aperto un vuoto geopolitico di dimensioni difficili da misurare: un regime, quello iraniano, che cambia forma, una regione che si riorganizza, attori che aspettano di capire chi riempirà gli spazi. La redazione ha avviato un ciclo di dibattiti interni settimanali dedicati agli scenari futuri — uno strumento per non restare prigionieri della contingenza e per offrire ai lettori chiavi di lettura più durature. L'Iran è il primo banco di prova. Ma come sempre, il Medio Oriente non si legge da solo: questa settimana il Sahel, il Guatemala, Haiti e le elezioni peruviane ricordano che il vuoto non è solo iraniano. È una categoria del momento.
→ Il dopo iraniano non esiste (ancora) — Redazione Il primo frutto del dibattito interno: non una previsione, ma una mappa delle incognite. Perché ragionare sul "dopo" iraniano significa prima capire perché il "dopo" sia così difficile da immaginare — e cosa questo dica sullo stato del Medio Oriente.
Radar: cosa abbiamo studiato in questi giorni
📌 Perché è importante Dopo un'operazione militare, il passo successivo non è mai automatico. Questo articolo analizza la grammatica del confronto tra Washington e Teheran: come si passa dai missili al tavolo, se mai ci si arriva, e quali interessi rendono il negoziato possibile ma non scontato. La "logica instabile" del titolo è il punto: non c'è equilibrio stabile da raggiungere, solo gestione di una tensione permanente.
🔭 Da tenere d'occhio Se e quando si aprirà una finestra negoziale, le posizioni di Russia e Cina saranno determinanti quanto quelle delle parti dirette. Il ruolo dei mediatori terzi è il primo indicatore da monitorare.
📌 Perché è importante La Conferenza degli Ambasciatori UE non è un evento ordinario di diplomazia interna: è il momento in cui l'Unione prova a tradurre la sua lettura del mondo in istruzioni operative per le rappresentanze all'estero. Che questa edizione si svolga mentre il Medio Oriente brucia e l'ordine globale si ridisegna dà un peso particolare alle parole scelte — e a quelle omesse.
🔭 Da tenere d'occhio Come l'UE posizionerà la propria diplomazia rispetto al dossier iraniano nelle prossime settimane: se come attore autonomo o come sponda delle posizioni americane.
📌 Perché è importante Il "28° regime" è una proposta tecnica ma dal significato politico preciso: creare un quadro giuridico europeo unico per le imprese, parallelo ai 27 nazionali. L'idea è che il mercato unico sia ancora troppo frammentato per competere con USA e Cina. Il costo implicito è una cessione di sovranità normativa che non tutti gli Stati membri sono disposti a pagare.
🔭 Da tenere d'occhio La reazione dei governi più gelosi della propria autonomia regolativa — Polonia, Ungheria, ma anche Italia — sarà il termometro della fattibilità reale della proposta.
📌 Perché è importante La politica europea dei rimpatri è il punto in cui la retorica della gestione migratoria incontra la realtà delle procedure legali, dei paesi terzi e dei diritti fondamentali. La riforma in discussione prova a rendere i rimpatri più rapidi ed effettivi — ma ogni accelerazione procedurale ha un costo in termini di garanzie individuali. Il trade-off è reale, non gestibile con formule di compromesso.
🔭 Da tenere d'occhio L'effettiva disponibilità dei paesi di origine e transito a cooperare: senza accordi bilaterali solidi, qualsiasi riforma interna rimane sulla carta.
📌 Perché è importante La seconda parte dell'analisi entra nel vivo: jihadismo, reti criminali transnazionali e la proiezione di queste dinamiche verso il Mediterraneo e l'Italia. Il Sahel non è una crisi lontana — è il retroterra di fenomeni che arrivano sulle coste italiane. Ignorarlo in favore di dossier più mediatici è un lusso che la politica estera italiana non può permettersi.
🔭 Da tenere d'occhio L'evoluzione della presenza di attori russi (Wagner/Africa Corps) nel Sahel e le sue implicazioni per la strategia italiana nella regione, in un contesto in cui le partnership europee tradizionali si stanno ridisegnando.
📌 Perché è importante Haiti ha un nuovo presidente. Sulla carta è una buona notizia: il Paese era senza governo eletto dal 2021, in balia di gang che controllavano interi quartieri della capitale. Nella pratica, la domanda è quanta autorità reale riuscirà a esercitare un esecutivo che nasce in un contesto di sicurezza ancora frammentato e con istituzioni statali quasi inesistenti.
🔭 Da tenere d'occhio La capacità del nuovo governo di stabilire un minimo di controllo sul territorio prima che la finestra di legittimità politica si chiuda — queste finestre ad Haiti tendono ad essere brevi.
📌 Perché è importante Trentaquattro candidati non sono un segnale di vitalità democratica: sono il sintomo di un sistema politico frammentato al punto da non riuscire a produrre rappresentanza credibile. Il Perù ha avuto sei presidenti in sei anni. Le elezioni in arrivo si svolgono in un Paese in cui la fiducia nelle istituzioni è ai minimi storici — e dove il voto di protesta può portare risultati imprevedibili.
🔭 Da tenere d'occhio Chi arriverà al ballottaggio e con quale coalizione: il Perù è uno dei paesi latinoamericani con maggiori risorse minerarie critiche per la transizione energetica globale, e la sua stabilità politica ha conseguenze che vanno ben oltre i confini nazionali.
📌 Perché è importante Il Guatemala del presidente Arévalo è uno dei pochi casi recenti in cui un governo riformista dell'America centrale ha provato a tenere il punto contro reti criminali con profonde infiltrazioni istituzionali. La "lotta" del titolo è reale, ma non è detto che sia destinata a vincere: le strutture del crimine organizzato centroamericano hanno radici più vecchie di qualsiasi esecutivo.
🔭 Da tenere d'occhio La tenuta della coalizione che sostiene Arévalo e la risposta delle procure: in Guatemala la magistratura è stata storicamente sia strumento di persecuzione politica sia uno dei pochi argini all'impunità.
La domanda della settimana
L'Italia ha interessi diretti su tutti i fronti aperti questa settimana — il Sahel, i flussi migratori, la stabilità mediterranea, il mercato unico. Ma avere interessi non significa avere una strategia. Qual è la differenza tra un paese che subisce i cambiamenti dell'ordine globale e uno che riesce a orientarli?
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